I paesaggi astratti di Roberto Angiolillo, con la nota dominante del disco solare, di cieli e sfondi dove il colore si concreta e si raggruma, evocano visioni al tempo stesso naturali e intime.
L'uso di tonalità calde, lo spessore materico del pigmento, l'insistenza sul modulo del cerchio, con le sue valenze simboliche, suggeriscono un percorso di ricerca e di scavo interiore il cui punto di partenza è il dato visivo, ma che conduce l'artista a una sintesi espressiva di tipo informale, dove la semplificazione del codice mira alla suggestione dell'osservatore.
Stefano Iatosti |
Inquietanti le superfici materiche di Roberto Angiolillo che evocano mondi lontani, arcaici, dove soli e cieli dominano incontrastati. Nè uomini nè cose ad interrompere,
a disturbare questo bisogno di assoluto, questo desiderio di sentirsi soli in una natura senza confini.
M.G.Laurenzi |
Una cosa è parlare di come e quando l'artista impiega modi e maniere per esprimersi, ed un'altra è come Roberto Angiolillo le ha ottenute, manifestando il proprio io cosciente.
La materia, le cromie, i robusti soli al tramonto, il mare di Paestum, mare antico, mare che ha conosciuto la storia, sono i punti cardine della sua poetica, che ora descrive, ora tende a orizzonti
più lontani con grafie e segni nuovi, in n turbine di vento.
R.Loverde |