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CRITICI    
 
I paesaggi astratti di Roberto Angiolillo, con la nota dominante del disco solare, di cieli e sfondi dove il colore si concreta e si raggruma, evocano visioni al tempo stesso naturali e intime.
L'uso di tonalità calde, lo spessore materico del pigmento, l'insistenza sul modulo del cerchio, con le sue valenze simboliche, suggeriscono un percorso di ricerca e di scavo interiore il cui punto di partenza è il dato visivo, ma che conduce l'artista a una sintesi espressiva di tipo informale, dove la semplificazione del codice mira alla suggestione dell'osservatore.
Stefano Iatosti
 
Inquietanti le superfici materiche di Roberto Angiolillo che evocano mondi lontani, arcaici, dove soli e cieli dominano incontrastati. Nè uomini nè cose ad interrompere,
a disturbare questo bisogno di assoluto, questo desiderio di sentirsi soli in una natura senza confini.
M.G.Laurenzi
     
Una cosa è parlare di come e quando l'artista impiega modi e maniere per esprimersi, ed un'altra è come Roberto Angiolillo le ha ottenute, manifestando il proprio io cosciente.
La materia, le cromie, i robusti soli al tramonto, il mare di Paestum, mare antico, mare che ha conosciuto la storia, sono i punti cardine della sua poetica, che ora descrive, ora tende a orizzonti
più lontani con grafie e segni nuovi, in n turbine di vento.
R.Loverde
     
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IMAGES Art&Life - Autunno 2006
     
   
Arte (Mondadori) - Settembre 2007
     
   
SZTUKA.PL - 2008

 

 

   
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